Lettera del presidente Natale 2025
24/12/2025
Cari Soci e care Socie,
In tempi come questi, parlare di speranza può sembrare difficile. Eppure, è proprio nei momenti più complessi che sentiamo il dovere di non arrenderci e di continuare a impegnarci.
Cari Soci e care Socie,
In tempi come questi, parlare di speranza può sembrare difficile. Eppure, è proprio nei momenti più complessi che sentiamo il dovere di non arrenderci e di continuare a impegnarci.
Grazie al vostro sostegno, anche quest’anno abbiamo compiuto qualcosa di straordinario: abbiamo salvato circa 90 neonati – sì, novanta! – da una morte certa, fornendo latte in polvere al CREN, il Centro che combatte la malnutrizione infantile e che da molti anni abbiamo adottato. Novanta è un numero che fa riflettere, ma sapere di aver contribuito alla vita di tanti bambini, in un mondo in cui i più piccoli sono spesso le prime vittime – pensiamo a Gaza, Ucraina, Sudan – ci dà la forza di andare avanti.
Il Burkina Faso sta attraversando una fase di grande trasformazione, nel tentativo di affrancarsi dalle influenze esterne e di resistere alla minaccia dei Boko Haram, che continuano a colpire il nord del Paese. Forse assisteremo a un nuovo riscatto africano, o forse a un altro fallimento. Ma ci piace pensare che, nel nostro piccolo, abbiamo contribuito a coltivare una possibilità di autodeterminazione.
Quest’anno abbiamo avviato il quarto orto comunitario, che offrirà sostentamento a circa 50 famiglie. La parola “progetto”, spesso usata per indicare solo un intento, nel nostro caso racconta risultati concreti. Dal 2013 a oggi, grazie a voi, abbiamo realizzato:
un mulino
un asilo
una scuola per 350 bambini
un piccolo ospedale (dispensario)
microcredito femminile e maschile
una struttura per persone con disabilità e microcredito dedicato
15 pozzi
4 orti comunitari
un progetto sanitario
una scuola per corsi di allevamento avicolo destinati ai giovani inoccupati
Non possiamo stimare con precisione il numero delle persone che beneficiano delle nostre iniziative, ma riteniamo di aver raggiunto e superato le 40.000 unità: una vera e propria piccola città che, con il vostro sostegno, ha ricevuto strumenti per l’autosufficienza e, soprattutto, la possibilità di restare. Siamo sempre più convinti che questa sia la forma più autentica ed efficace di lotta all’emigrazione e ai drammi che essa porta con sé.
Concludiamo con i nostri più sentiti auguri di Buon Natale e Buon Anno, con la speranza che sia l’ultimo in cui si debba pronunciare la parola “guerra”. Crediamo fermamente che, parafrasando un noto detto romano, per avere la pace sia necessario preparare la pace.
Continuate a sostenerci: questo sarà il nostro più grande impegno.
Il Presidente



